Le Indicazioni Nazionali 2025 per il curricolo del primo ciclo di istruzione rappresentano un punto di svolta fondamentale per il sistema educativo italiano. Non si tratta di una mera operazione di restyling dei documenti del 2012, bensì di una revisione organica e profonda che riflette la necessità di adeguare la scuola alle sfide poste dalla società contemporanea, caratterizzata da una rapida evoluzione tecnologica, complessi scenari geopolitici e la crescente influenza dell’Intelligenza Artificiale.
L’elemento più significativo di questa revisione è il tentativo di superare la storica dicotomia tra conoscenze e competenze, che aveva caratterizzato il dibattito pedagogico post-2012. Le nuove Indicazioni propongono un riequilibrio e una sintesi tra i due poli, affermando con forza la centralità delle conoscenze come presupposto ineludibile per lo sviluppo di competenze reali, significative e trasferibili. La massima pedagogica adottata, “Non multa sed multum” (Non molte cose, ma molto in profondità), riassume questa filosofia: l’essenzializzazione dei contenuti deve consentire un apprendimento più solido e meno dispersivo.
La tesi centrale che queste riflessioni intendono sostenere è che le Nuove Indicazioni Nazionali 2025 configurano un vero e proprio cambio di paradigma che incide su tre pilastri fondamentali: la verticalità del curricolo, la ridefinizione del profilo formativo dello studente e le nuove prospettive della valutazione.
Il documento introduce un impianto più rigoroso e prescrittivo in termini di continuità educativa, offrendo ai docenti un quadro normativo e pedagogico che valorizza il fare didattico in funzione di un Profilo dello Studente più definito e ambizioso, ancorato alle competenze europee e orientato alla cittadinanza globale.
1.1. Lo Scenario Normativo (2012-2025)
Il percorso che ha condotto alla stesura delle Nuove Indicazioni è frutto di un lungo e complesso processo legislativo e pedagogico, iniziato con l’approvazione delle Indicazioni Nazionali del 2012. Se queste ultime avevano posto l’accento sulla scuola come comunità di
ricerca e sulla centralità della competenza, gli anni successivi hanno rivelato l’esigenza di una maggiore chiarezza e uniformità, specialmente in ambiti cruciali quali la valutazione e l’inclusione.
La Legge 107/2015 (La Buona Scuola) ha introdotto elementi di autonomia e flessibilità, ma ha anche posto le basi per successivi interventi di riordino. Il D.Lgs. 62/2017, in particolare, ha operato un intervento incisivo sulla valutazione, introducendo la certificazione delle competenze e stabilendo criteri più stringenti per l’ammissione all’esame di Stato.
Un passaggio intermedio fondamentale nel percorso che conduce alle Indicazioni 2025 è rappresentato dalla rilettura delle Indicazioni Nazionali del 2012 operata nel 2018, in connessione con la Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea sulle competenze chiave per l’apprendimento permanente (22 maggio 2018).
Tale rilettura non ha prodotto un nuovo testo normativo, ma ha svolto una funzione di riallineamento culturale e pedagogico, ponendo l’accento sulla centralità delle competenze chiave europee, sul profilo dello studente in uscita e sulla necessità di rafforzare il curricolo verticale.
In questo senso, il 2018 rappresenta un momento di transizione: da un lato conferma l’impianto delle Indicazioni 2012, dall’altro ne evidenzia i limiti applicativi e prepara il terreno a una revisione più organica, che verrà poi realizzata con le Indicazioni Nazionali 2025.
Un altro tassello fondamentale è rappresentato dal riordino delle norme sull’inclusione (con il nuovo D.I. 182/2023 e il modello di PEI su base ICF) e l’introduzione dell’Educazione Civica come disciplina trasversale e obbligatoria (L. 92/2019). Questi interventi hanno progressivamente modificato l’assetto del curricolo, rendendo necessaria una revisione complessiva del documento quadro del 2012.
Il recente contesto normativo, in particolare, ha accelerato l’esigenza di revisione. L’introduzione della Legge 150/2024 ha introdotto sei livelli per i giudizi sintetici e che nel sistema precedente erano definiti su quattro dimensioni e ha potenziato la valutazione del comportamento, evidenziando una tendenza del Legislatore a prediligere criteri valutativi più espliciti e meno discrezionali. Le Nuove Indicazioni 2025 si
inseriscono in questo scenario in evoluzione, cercando di fornire l’ossatura pedagogica necessaria per dare coerenza e senso a questi singoli interventi normativi, riaffermando il ruolo della scuola statale come garante di un curricolo nazionale unitario.
1.2. Struttura della riflessione
Il presente testo è organizzato in sei paragrafi, oltre questa introduzione e le conclusioni, al fine di analizzare sistematicamente la portata e le implicazioni delle Nuove Indicazioni Nazionali 2025.
L’Iter Normativo e la Cornice Giuridica: Sarà dedicato all’analisi del processo di approvazione, con particolare attenzione al ruolo del Consiglio di Stato e alla mappatura delle riforme legislative collaterali (inclusione, valutazione, sistema 0-6, intelligenza artificiale).
Il Nuovo Paradigma Pedagogico: “Non Multa Sed Multum”: Approfondirà il riposizionamento della conoscenza e l’essenzializzazione dei contenuti come principio didattico, analizzando l’impatto sul Profilo dello Studente e sul concetto di competenza.
La Verticalizzazione del Curricolo e la Continuità Educativa: Esaminerà l’architettura del curricolo verticale, la scansione temporale dei contenuti e la previsione di un iter coerente dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di primo grado, con un focus sul potenziamento linguistico e umanistico.
Le discipline, metodologie e nuove alfabetizzazioni: Analizzerà le specificità disciplinari, evidenziando le indicazioni per il potenziamento STEM (con l’informatica), l’introduzione di educazione finanziaria, e la valorizzazione della scrittura a mano e delle didattiche attive.
Le Sfide Digitali e il Ruolo del Docente: Discuterà l’integrazione cauta ma necessaria dell’Intelligenza Artificiale, il concetto di cittadinanza digitale e la riaffermazione del ruolo del docente come Magister autorevole e mediatore culturale.
Conclusioni e Prospettive Future: Sintetizzerà i risultati dell’analisi, proponendo una riflessione finale sul significato culturale e sociale della riforma.
2. L’iter normativo e la cornice giuridica
2.1. il ruolo istituzionale del Consiglio di Stato e della Corte dei Conti
L’approvazione delle Nuove Indicazioni Nazionali 2025 non è un mero atto amministrativo, ma il culmine di un iter complesso che garantisce la legittimità e la coerenza del documento con l’ordinamento giuridico vigente. Un passaggio cruciale in questo processo è l’acquisizione
del parere del Consiglio di Stato (CdS) e della successiva verifica della Corte dei Conti.
Il parere del Consiglio di Stato, in base all’articolo 17 della Legge 400/1988, è un passaggio obbligatorio per i provvedimenti normativi di rango secondario come le Indicazioni. Sebbene tale parere sia non vincolante nel merito delle scelte pedagogiche e didattiche, esso svolge una funzione cruciale di garanzia. Il CdS valuta la legittimità formale e sostanziale del testo, assicurando che non vi siano contrasti con la Costituzione, le leggi primarie e i principi generali dell’ordinamento. In pratica, condiziona l’iter procedurale, potendo richiedere modifiche che assicurino la piena coerenza normativa del provvedimento.
La verifica della Corte dei Conti, sebbene successiva e con finalità diverse, è complementare. La Corte opera un controllo sulla legittimità contabile e sulla corretta applicazione delle procedure, in particolare per quegli atti che comportano oneri finanziari per lo Stato. L’intersezione di queste due verifiche istituzionali assicura che il documento finale sia non solo pedagogicamente valido, ma anche giuridicamente ineccepibile e finanziariamente sostenibile.
2.2. Le caratteristiche giuridiche del parere del Consiglio di Stato
Analizzando la natura del parere del CdS, è fondamentale evidenziare tre caratteristiche:
Obbligatorio: La sua acquisizione non è discrezionale, pena l’illegittimità dell’atto finale.
Non vincolante nel merito: Il Governo può discostarsi dalle indicazioni di merito fornite dal CdS, ma in tal caso deve esplicitare una motivazione rafforzata che giustifichi la decisione.
Funzione di Garanzia: È il baluardo contro eventuali eccessi o deviazioni normative, garantendo che le Nuove Indicazioni si inseriscano armonicamente nel complesso quadro legislativo scolastico.
L’attenzione alla procedura è essenziale per comprendere la serietà con cui il Ministero ha affrontato la revisione. Il testo delle Indicazioni non è un semplice vademecum per i docenti, ma un atto normativo che stabilisce il patto educativo fondamentale tra Stato e Cittadino per la formazione delle nuove generazioni.
Il Consiglio di Stato ha emesso il parere positivo sul testo delle Nuove Indicazioni dopo la sospensione del settembre scorso, il 12 novembre 2025.
2.3. la mappa delle riforme collegate: il contesto di riferimento
Le Nuove Indicazioni Nazionali 2025 non nascono nel vuoto normativo, ma si pongono come elemento di
sintesi e coerenza di una serie di recenti riforme che ne hanno reso l’aggiornamento imprescindibile:
- Inclusione (D.I. 182/2023)
Il riordino delle norme sull’inclusione, culminato con l’adozione del modello di Piano Educativo Individualizzato (PEI) su base ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento), ha imposto una revisione del concetto di valutazione e di corresponsabilità. Le Nuove Indicazioni devono integrare questa prospettiva, garantendo che il curricolo sia flessibile e accessibile. Viene rafforzato il ruolo del Gruppo di Lavoro Operativo (GLO) e, a livello di Consiglio di Classe, si sottolinea la corresponsabilità educativa di tutti i docenti nel processo di inclusione, uscendo dalla logica della delega.
- Valutazione (L. 150/2024)
La recente legislazione sulla valutazione ha segnato un ritorno a una maggiore oggettività e trasparenza, reintroducendo i giudizi sintetici nella scuola primaria (in luogo dei giudizi descrittivi che avevano generato criticità applicative) e potenziando la valutazione del comportamento con criteri più selettivi nella scuola secondaria di I grado. Le Nuove Indicazioni forniscono la base pedagogica e disciplinare da cui discendono i criteri valutativi, collegando esplicitamente la valutazione degli apprendimenti e del comportamento al Profilo dello Studente atteso.
- Il Sistema Integrato 0-6
Per la prima volta, la revisione assume come punto di riferimento anche il Sistema Integrato di Educazione e Istruzione 0-6 anni. Ciò non significa rendere la scuola dell’infanzia prescrittiva, ma assicurare che i campi di esperienza si raccordino fluidamente e in modo coerente con le discipline del primo ciclo. L’obiettivo è quello di rafforzare la continuità educativa verticale, partendo dall’osservazione sistematica nella scuola dell’infanzia, come base per la diagnosi precoce dei bisogni formativi e la costruzione del curricolo verticale.
- Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica
- Le Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle Istituzioni scolastiche — Versione 1.0 (Anno 2025)
Questo documento ministeriale, pubblicato nel 2025, offre un quadro operativo per l’integrazione dell’IA nelle scuole. Le Linee guida definiscono: i livelli progressivi di alfabetizzazione digitale e competenze AI per studenti e docenti; i criteri per un uso etico e
trasparente (privacy, protezione dati, gestione dei bias); indicazioni per la formazione in servizio del personale docente; esempi di scenari didattici e rubriche per la valutazione autentica; modalità di sperimentazione e monitoraggio; e raccomandazioni per la governance interna ed esterna (coinvolgimento di reti territoriali, enti di ricerca e imprese). Il richiamo a questo documento è fondamentale perché integra le Nuove Indicazioni con strumenti pratici per affrontare le sfide poste dalle tecnologie emergenti.
- Riforma dell’esame conclusivo del secondo ciclo: dall’”esame di Stato” all'”esame di maturità”
Anche se la riforma riguarda la scuola secondaria di secondo grado, essa costituisce l’ultima grande riforma del sistema scolastico italiano e va menzionata per la sua rilevanza complessiva. La riforma ridefinisce il quadro dell’esame conclusivo, sostituendo nel linguaggio e nella struttura la vecchia dicitura di “esame di Stato” con quella di “esame di maturità”, introducendo modifiche nella composizione delle prove (con maggiore attenzione a prove svolte in contesti autentici e interdisciplinari), nuovi criteri per l’ammissione, e strumenti di valutazione più orientati alla certificazione di competenze effettive e trasversali. Sebbene i dettagli operativi siano specifici per il secondo ciclo, la riforma influenza il sistema in senso generale, soprattutto nelle politiche di orientamento e nell’articolazione dei percorsi che conducano agli esami finali.
3. Il Nuovo paradigma pedagogico: “Non multa sed multum”
- Il rilancio delle conoscenze: dalla competenza alla fondazione epistemologica
Il cuore pulsante della revisione 2025 è la ricalibrazione del rapporto tra conoscenze e competenze. Le Indicazioni Nazionali del 2012 avevano talvolta creato un clima in cui l’enfasi sulla certificazione delle competenze rischiava di sminuire il valore intrinseco e fondativo delle conoscenze disciplinari.
Le Nuove Indicazioni invertono la rotta, proponendo un approccio chiaramente fondazionalista: la forte centralità delle conoscenze non è un ritorno al nozionismo, ma la riaffermazione che senza conoscenze solide, le competenze restano vuote e inapplicabili. L’atto di sapere precede e nutre il saper fare e il saper essere. La conoscenza, intesa in senso profondo (epistemologico, storico-critico), diviene lo strumento per sviluppare un pensiero critico autentico e per orientarsi in un mondo informativo saturo e spesso fuorviante.
Questo paradigma si traduce nella necessità di recuperare il valore formativo delle discipline come cornici interpretative della realtà. Le discipline non sono più contenitori di nozioni, ma lenti attraverso cui lo studente impara a leggere il mondo, a sviluppare categorie mentali e a risolvere problemi complessi, operando con rigore metodologico.
3.2. Essenzializzazione dei contenuti: la svolta di “non multa sed multum”
Per evitare che la centralità delle conoscenze si trasformi in un sovraccarico, le Indicazioni Nazionali sposano il principio “Non multa sed multum” (Non molte cose, ma molto in profondità). Questo principio opera su due livelli:
Qualità prima della quantità: Implica la necessità di essenzializzare i contenuti curriculari, concentrandosi sui nuclei fondanti e concettuali di ogni disciplina. Il docente è chiamato a operare una selezione rigorosa, abbandonando l’illusione di coprire l’intero programma per dedicarsi all’approfondimento, al collegamento interdisciplinare e alla padronanza concettuale.
Rafforzamento della memoria: L’approfondimento e la rielaborazione critica favoriscono la sedimentazione delle conoscenze nella memoria a lungo termine, contrastando la cultura dell’usa e getta tipica della ricerca superficiale sul web.
Il risultato atteso è una riduzione del “curriculum implicito” – ovvero ciò che viene insegnato ma non appreso in modo significativo – a favore di un curriculum essenziale realmente padroneggiato da tutti gli studenti.
- Il Profilo dello Studente: ancoraggio europeo e competenze globali
Il Profilo dello Studente in Uscita dal primo ciclo viene significativamente arricchito e reso più esplicito rispetto alla versione precedente. Esso rappresenta la bussola che orienta l’intero curricolo, descrivendo l’identità intellettuale, sociale ed etica dello studente alla fine del percorso.
Il Profilo si articola in modo più dettagliato, operando un forte raccordo con il quadro europeo delle competenze chiave (Raccomandazione del Consiglio d’Europa del 2018). In particolare, viene potenziata l’attenzione su:
Competenza Alfabetico-Funzionale e Multilinguistica: Capacità di comunicare efficacemente in contesti diversi e di comprendere la complessità dei testi.
Competenza Digitale: Non solo uso degli strumenti, ma comprensione dei meccanismi e della cittadinanza digitale.
- Le Otto Competenze Chiave (Raccomandazione UE 2018)
Di seguito le otto competenze chiave individuate dal quadro europeo (Raccomandazione 22 maggio 2018), con una breve definizione per ciascuna:
- Comunicazione nella madrelingua: capacità di esprimersi e comprendere messaggi orali e scritti nella lingua materna, usando un registro adeguato alle diverse situazioni comunicative.
- Comunicazione nelle lingue straniere: capacità di comprendere, esprimersi e interagire in più lingue, favorendo la mobilità e la cittadinanza europea.
- Competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia: capacità di utilizzare concetti matematici, ragionare in termini quantitativi, comprendere i principi scientifici e applicarli nella vita quotidiana.
- Competenza digitale: uso sicuro, critico ed etico delle tecnologie digitali per l’informazione, la comunicazione, la creazione di contenuti e la risoluzione di problemi.
- Imparare a imparare: capacità di gestire il proprio apprendimento, organizzare tempi e strategie, saper valutare i propri progressi e adattare le modalità di studio.
- Competenza sociale e civica: abilità di partecipare in modo efficace e responsabile alla vita sociale e civica, comprendendo i valori democratici, i diritti e i doveri.
- Spirito di iniziativa e imprenditorialità: capacità di trasformare idee in azioni, pianificare, assumere rischi calcolati e gestire progetti, anche in contesti collaborativi.
- Consapevolezza ed espressione culturale: capacità di comprendere, apprezzare e produrre espressioni culturali nelle loro molteplici forme, valorizzando il patrimonio artistico e la creatività.
4. La Verticalizzazione del Curricolo e la Continuità Educativa
4.1 Dalla Programmazione esterna all’Interconnessione curriculare
Le Nuove Indicazioni pongono la verticalizzazione del curricolo come un imperativo didattico e organizzativo, superando l’idea di una mera giustapposizione di programmi tra ordini di scuola. La verticalità si attua attraverso una programmazione per snodi curriculari che mira a garantire la continuità educativa e didattica dalla Scuola dell’Infanzia alla Secondaria di I grado.
Questo approccio richiede una maggiore collegialità e responsabilità condivisa tra i docenti dei diversi gradi. La progettazione non può più essere un atto individuale o di singolo dipartimento, ma deve realizzarsi attraverso un lavoro congiunto che identifichi:
Traguardi di sviluppo comuni: Obiettivi di apprendimento che si evolvono in complessità lungo il triennio, il quinquennio e il triennio successivo.
Concetti Organizzatori: Idee chiave, proprie di ciascuna disciplina, che vengono riprese e approfondite a spirale nei diversi livelli scolastici.
Il Curricolo d’Istituto, in tal senso, assume un ruolo ancora più centrale, divenendo lo strumento operativo per dare concretezza e sequenza logica alla Verticalità.
- La Scansione Temporale Rigorosa e la Gradualità Un elemento di grande novità e rigore è l’introduzione di una scansione temporale precisa per la presentazione dei contenuti disciplinari, un chiaro tentativo di contrastare l’anticipo o il ritardo non giustificato.
Questa scansione, articolata per l’implementazione nel periodo A.S. 2025/26 – 2030/31, fornisce una cornice entro la quale i contenuti devono essere affrontati, rispettando le tappe dello sviluppo cognitivo degli studenti. La gradualità è vista come garanzia di apprendimento duraturo: l’insegnamento troppo precoce di concetti astratti non essenzializzati rischia di produrre una comprensione superficiale e la conseguente “disaffezione” allo studio.
La scansione temporale si configura quindi non come un rigido cronogramma, ma come un patto didattico verticale tra i docenti di Infanzia, Primaria e Secondaria di I grado, finalizzato a ottimizzare i tempi di insegnamento e a prevenire le lacune di apprendimento dovute a discontinuità.
- I LEL (Latino per Educazione Linguistica) e il Curricolo Umanistico
Nell’ottica della verticalizzazione e del potenziamento delle conoscenze fondative, le Nuove Indicazioni inseriscono una novità nel curricolo della Secondaria di I grado: l’introduzione opzionale dei LEL (Latino per Educazione Linguistica).
L’obiettivo di questa proposta non è reintrodurre la disciplina come studio grammaticale formale, bensì utilizzarla come strumento metodologico per l’affinamento della competenza linguistica e logica in Italiano e nelle lingue moderne. I LEL si configurano come un’attività di laboratorio e di arricchimento curriculare (quindi non obbligatoria per tutti e con valutazione specifica) che mira a:
Rafforzare la comprensione del lessico scientifico e storico (attraverso l’etimologia).
Sviluppare la capacità di analisi e sintesi del testo.
Offrire una consapevolezza storica dell’evoluzione della lingua italiana.
Il Latino, in questa veste, diviene un anello di congiunzione tra l’Italiano e l’Educazione Civica (come storia delle radici giuridiche e culturali europee), rafforzando il Curricolo Umanistico e la sua funzione di stimolo al pensiero astratto.
5. Discipline, metodologie e nuove alfabetizzazioni
5.1. Il Potenziamento STEM: Informatica e Sapere Scientifico Integrato
Il potenziamento delle discipline STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) è uno dei pilastri delle Indicazioni 2025, in linea con le priorità nazionali e le direttive del PNRR. Il D.M. 184/2023 aveva già fornito il quadro strategico, ma le Indicazioni lo rendono operativo, integrando la visione di un sapere scientifico non settoriale, ma integrato.
La novità più significativa è l’introduzione organica dei concetti di Informatica e Pensiero Computazionale fin dalla Scuola Primaria. L’informatica non è vista come un’abilità tecnica fine a sé stessa, ma come una nuova alfabetizzazione che insegna a scomporre problemi complessi, a formulare ipotesi e a trovare soluzioni logiche, fondamentali per qualsiasi percorso di studio o professionale.
Inoltre, viene valorizzato l’approccio laboratoriale nelle scienze, incoraggiando gli studenti a fare scienza attraverso l’osservazione diretta, la sperimentazione e la costruzione di modelli, superando l’apprendimento unicamente teorico.
5.2. Educazione finanziaria e cittadinanza economica
L’Educazione Civica (L. 92/2019), pur restando disciplina trasversale, riceve un ulteriore arricchimento attraverso l’integrazione di contenuti specifici di Educazione Finanziaria, Assicurativa e Previdenziale.
Questo non è un mero tecnicismo contabile, ma un elemento essenziale della Cittadinanza Economica. Imparare a gestire le risorse, a comprendere il valore del risparmio e a leggere criticamente le dinamiche finanziarie è cruciale per la partecipazione attiva e responsabile alla vita sociale ed economica. Tali contenuti vengono inseriti in modo coerente non solo nell’Educazione Civica, ma anche in raccordi interdisciplinari con la Matematica (calcolo, interesse, rischio) e le discipline STEM.
5.3. La scrittura come gesto e strumento umanistico
In un’epoca dominata dalla digitazione e dalla comunicazione digitale immediata, le Indicazioni 2025 recuperano la dimensione fisica e cognitiva della Scrittura a Mano. Questo elemento, apparentemente anacronistico, ha un profondo significato pedagogico: Sviluppo Oculo-Manuale: La scrittura manuale, in particolare l’apprendimento del corsivo nella Primaria, affina la motricità fine e la coordinazione oculo- manuale, stimolando aree cerebrali connesse all’apprendimento e alla riflessione.
Pensiero Riflessivo: L’atto di scrivere manualmente è più lento e meditato della digitazione, favorendo la rielaborazione profonda e la strutturazione logica del pensiero.
Inclusione (DSA): Viene comunque richiamato l’uso dello stampato maiuscolo come supporto iniziale o per gli alunni con DSA (per i quali l’applicazione delle Linee Guida 2011 resta invariata), garantendo un approccio flessibile ma consapevole all’apprendimento della letto- scrittura.
La riscoperta della scrittura come gesto e come arte vuole rivitalizzare l suo ruolo a fondamento della formazione umanistica.
5.4. Didattica innovativa: Le metodologie attive
Le Nuove Indicazioni Nazionali chiedono ai docenti di implementare l’uso di Metodologie Attive che pongano lo studente al centro del processo di apprendimento. Tra queste, si enfatizzano:
L’approccio laboratoriale: Il fare per imparare, che non si limita alle scienze, ma si estende all’area linguistica e umanistica.
Il cooperative learning e il problem posing e il problem solving: L’apprendimento in gruppo e la risoluzione di problemi reali sviluppano le abilità sociali, la negoziazione, il pensiero critico e la trasferibilità delle conoscenze.
Interdisciplinarità: Il superamento dei confini disciplinari per affrontare fenomeni complessi (es. cambiamenti climatici, globalizzazione, sostenibilità ambientale, economica, esistenziale) attraverso l’integrazione dei diversi saperi.
Uso strutturato del digitale: Le tecnologie sono strumenti potenti, ma devono essere integrate in modo funzionale e critico ai processi di apprendimento, non come un fine, ma come un mezzo.
6. Le sfide digitali e il ruolo del docente
6.1. Intelligenza artificiale e cittadinanza digitale
Il contesto più attuale che le Nuove Indicazioni devono affrontare è l’irruzione massiva dell’Intelligenza Artificiale (IA) generativa e l’impatto che questa ha sul sapere, sulla didattica e sull’etica.
Le Linee Guida sull’IA sebbene non direttamente parte delle Indicazioni, ne costituiscono un riferimento metodologico. L’approccio suggerito è di cauta
integrazione e forte mediazione critica. L’IA è riconosciuta come uno strumento che può alleggerire il carico amministrativo e offrire opportunità di personalizzazione didattica, ma al contempo essa pone sfide fondamentali:
Autenticità dell’apprendimento: Come valutare l’originalità e la genuinità dei prodotti degli studenti.
Etica e Bias Algoritmici: La necessità di insegnare agli studenti a comprendere i limiti, i pregiudizi impliciti e le implicazioni etiche dell’uso dell’IA.
Cittadinanza Digitale Avanzata: Formare individui in grado di non essere solo utenti passivi delle piattaforme, ma cittadini digitali consapevoli dei meccanismi di funzionamento, della privacy e del digital divide.
La scuola non può ignorare l’IA, ma deve educare al suo utilizzo responsabile, garantendo che lo sviluppo di competenze umane (creatività, pensiero critico, soft skills) resti al centro del percorso formativo.
6.2. Il docente come magister
In un mondo in cui l’informazione è onnipresente e accessibile istantaneamente, il ruolo del docente subisce una profonda trasformazione. Le Nuove Indicazioni rivedono la figura del docente, non più solo come facilitatore, ma come Magister nel senso latino del termine: colui che è più grande in conoscenza e autorevolezza.
Il Docente-Magister è un mediatore culturale esperto della sua disciplina e delle dinamiche sociali. La sua autorevolezza è una dimensione che va riconquistata ogni giorno attraverso:
- competenza disciplinare solida: profonda padronanza dei nuclei fondanti e capacità di connettere il sapere.
- capacità metodologica: flessibilità nell’utilizzo delle didattiche attive.
- esempio etico: la capacità di guidare gli studenti nella comprensione dei valori e dei doveri della cittadinanza.
Questo rinnovato ruolo richiede un impegno costante nella formazione e nell’aggiornamento, specialmente in relazione alle nuove sfide digitali e ai complessi bisogni educativi speciali.
6.3. La Comunità Educante Allargata: Scuola, Famiglia, Territorio
La premessa culturale e pedagogica delle Nuove Indicazioni rafforza la visione della scuola come parte attiva di una Comunità Educante allargata, essenziale per il successo formativo dello studente.
L’isolamento della scuola è riconosciuto come un fattore di rischio. Per questo, si spinge per un rafforzamento dell’integrazione tra:
Scuola-Famiglia: Collaborazione nel patto educativo, che va oltre la semplice informazione. È necessaria una
corresponsabilità educativa e la condivisione degli obiettivi del Profilo dello Studente.
Scuola-Territorio e Terzo Settore: L’apertura della scuola alle risorse culturali, scientifiche e sociali del territorio (musei, associazioni, imprese) per arricchire il curricolo e renderlo più concreto e significativo per la vita reale degli studenti.
Questa visione integrata è fondamentale anche nel contrasto a fenomeni come il bullismo e il cyberbullismo, che richiedono l’intervento sinergico di tutte le agenzie educative e sociali.
7. Sfide, criticità e proposte operative
La sezione critica, piuttosto che limitarsi a evidenziare problemi, si propone qui di trasformare osservazioni e perplessità in proposte operative concrete. Le Indicazioni sono ormai approvate: è quindi prioritario pensare a soluzioni attuabili per sostenere l’implementazione, ridurre il rischio di disomogeneità e valorizzare le potenzialità del documento.
Prescrittività e Autonomia del Docente — Trasformare il vincolo in cornice di garanzia.
Criticità percepita: si teme che l’impianto prescrittivo limiti la libertà didattica.
Proposte operative:
- Definire uno statuto della progettazione d’istituto che espliciti spazi di libertà pedagogica all’interno dei vincoli nazionali: linee guida locali concordate dai collegi docenti.
- Realizzare percorsi di formazione sul rapporto tra curricolo nazionale e personalizzazione didattica, con casi pratici e bank di unità didattiche adattabili.
- Predisporre strumenti (schede, rubriche condivise) che consentano ai docenti di declinare il nucleo concettuale in percorsi differenziati senza perdere coerenza.
Ritorno al trasmissivismo — incentivare pratiche attive e valutazione formativa.
Criticità percepita: rischio di recupero di modelli puramente trasmiussivi
Proposte operative:
- Avviare reti di scuole-pilota per metodologie attive (learning by doing, project-based learning) con mentor scolastici che documentino esiti e buone pratiche.
- Rafforzare la valutazione formativa con strumenti condivisi (portfolio digitale, mappe concettuali, rubriche di valutazione) per
dimostrare che conoscenza profonda e apprendimento attivo possono coesistere.
- Inclusione e disuguaglianze applicative — Mitigare il divario con programmazione e risorse.
Criticità percepita: mancanza di docenti abilitati per l’attivazione dei LEL.
Proposte operative:
- Programmare percorsi di formazione dedicata (moduli intensivi anche con Massive Open Online Courses riconosciuti) rivolti a docenti di italiano, latino e discipline classiche per adeguare competenze metodologiche al formato laboratoriale dei LEL.
- Promuovere convenzioni con Università e Centri di formazione per offrire docenti esperti in modalità itinerante o in rete tra istituti.
IA e digitalizzazione — Dalla criticità all’integrazione guidata.
Criticità percepita: ambiguità delle indicazioni sull’IA e incertezza operativa.
Proposte operative:
- Tradurre le Linee guida IA (Versione 1.0 — 2025) in toolkits operativi per le scuole: policy locali, percorsi curriculari modulati per ordini di scuola, check-list per la sicurezza dei dati e rubriche per valutare prodotti creati con supporto IA.
- Incentivare sperimentazioni controllate (progetti PNRR o progetti ministeriali) con valutazione indipendente per costruire evidenze su efficacia e rischi.
Cultura, pluralismo e cittadinanza — Verso un curricolo realmente inclusivo.
Criticità percepita: rischio di eurocentrismo o di visione identitaria ristretta.
Proposte operative:
- Inserire esplicitamente nel curricolo modulI e percorsi di storia globale, studi postcoloniali e prospettive interculturali, anche attraverso collaborazioni internazionali e scambi virtuali.
- Promuovere percorsi di formazione docenti su cittadinanza interculturale e competenze per l’inclusione.
8. Monitoraggio, valutazione e supporto continuativo.
Proposte operative generali:
- Creare un sistema nazionale di mentoring e supporto tecnico-pedagogico, con referenti regionali per l’implementazione delle Indicazioni.
- Avviare una comunità professionale digitale dove scuole e docenti possano condividere materiale, modelli di valutazione e pratiche efficaci.
- Pianificare valutazioni periodiche (oggettive e qualitative) dell’impatto delle Indicazioni su apprendimento, inclusione e sviluppo delle competenze.
Conclusioni e Prospettive Future
Le Indicazioni Nazionali e Nuovi Scenari 2025 costituiscono una tappa cruciale nel percorso di evoluzione della scuola italiana. Attraverso l’analisi condotta emerge chiaramente che il documento non è un semplice aggiornamento, ma un atto pedagogico che tenta di ricucire il rischio di frattura tra conoscenze e competenze, tra tradizione umanistica e innovazione tecnologica.
La Verticalizzazione del Curricolo, l’essenzializzazione dei contenuti e il rilancio delle conoscenze sono i capisaldi di un progetto che mira a dotare gli studenti
del primo ciclo di strumenti intellettuali solidi, capaci di resistere alla volatilità dell’informazione contemporanea.
Il documento ridefinisce il Profilo dello Studente in chiave europea e globale, e, al contempo, riconsegna al Docente la sua piena autorevolezza di Magister e mediatore culturale.
Le sfide future risiedono ora nell’attuazione. Il successo delle Nuove Indicazioni dipenderà dalla capacità delle scuole di tradurre i principi in pratiche didattiche coerenti, dalla volontà del corpo docente di impegnarsi nella riprogettazione verticale del curricolo e dalla piena accettazione da parte della Comunità Educante della responsabilità condivisa nel processo formativo.
L’ultima e decisiva responsabilità spetta a tutti coloro che operano nella scuola.
Non ereditiamo la scuola del futuro, la costruiamo e, come ogni costruzione, necessitiamo di un progetto chiaro e fondamenta solide. Ogni disposizione, normativa o contrattuale che sia, si propone sempre come promessa di una scuola migliore.
A ognuno di noi renderla tale.
Bibliografia normativa:
- Costituzione della Repubblica Italiana – Titolo I, Principi fondamentali e Titolo V, in materia di istruzione e ricerca (artt. 2, 3, 34).
- Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297 – Testo unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione
(norme generali sull’ordinamento del sistema educativo).
- Decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275 – Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche ai sensi dell’articolo 21 della legge 15 marzo 1999, n. 59.
Curricolo e Indicazioni nazionali
- Decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca 16 novembre 2012, n. 254 –
Regolamento recante Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di
istruzione, a norma dell’articolo 1, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 89.
- Indicazioni Nazionali e Nuovi Scenari – Rilettura 2018 – Documento di aggiornamento e interpretazione delle Indicazioni nazionali del 2012 (presentato al MIUR il 22 febbraio 2018).
- Decreto Ministeriale (Serie di atti di aggiornamento 2025) – Indicazioni nazionali per il curricolo per la scuola dell’infanzia e le scuole del primo ciclo di istruzione (in corso di adozione definitiva nel 2025).
- Decreto Ministeriale DM 211/2010 – Indicazioni nazionali per i licei.
Leggi organiche e riforme del sistema educativo
- Legge 13 luglio 2015, n. 107 – Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti (“La Buona Scuola”).
Valutazione degli apprendimenti e certificazione
- Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 62 – Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, della legge 13 luglio 2015, n. 107.
- Legge 1° ottobre 2024, n. 150 – Revisione della disciplina in materia di valutazione delle studentesse e degli studenti, di tutela dell’autorevolezza del personale scolastico nonché di indirizzi scolastici differenziati.
- Ordinanza Ministeriale 3/2025 – Indicazioni in merito alla valutazione periodica e finale degli apprendimenti nella scuola primaria e alla valutazione del comportamento nella scuola secondaria di primo grado.
Inclusione scolastica e PEI
- Legge 5 febbraio 1992, n. 104 – Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone con disabilità.
- Legge 8 ottobre 2010, n. 170 – Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento (DSA) in ambito scolastico.
- Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 66 – Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107.
- Decreto Legislativo 7 agosto 2019, n. 96 – Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo n. 66 del 2017 in materia di inclusione scolastica.
- Decreto Interministeriale n. 182/2020 – Adozione del modello nazionale di Piano Educativo Individualizzato (PEI) e delle correlate linee guida nonché modalità di assegnazione delle misure di sostegno agli alunni con disabilità.
- Nota MIM 1690/2024 – Indicazioni per la compilazione dei PEI.
Altre norme di rilevanza educativa
- Legge 20 agosto 2019, n. 92 – Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica.
Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica del 7 settembre 2024
- Decreto Ministeriale 12 luglio 2011, n. 5669 – Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento (DSA).
- Decreto del Presidente della Repubblica 24 febbraio 1994, n. 88 – Regolamento recante norme per il riordino degli istituti tecnici.
- Decreto del Presidente della Repubblica 24 febbraio 1994, n. 89 – Regolamento recante revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei.
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