INTERVENTO DI APERTURA a cura del Presidente dell’ASAL DS Paolo Lozzi
Buongiorno a tutte ed a tutti. Desidero porgere un saluto di benvenuto ad ognuno di voi. I DS presenti, alcuni DSGA, alcuni docenti, esponenti di varie realtà, i nostri relatori e i rappresentanti delle istituzioni. È un piacere avervi con noi per un confronto e una condivisione. Ringraziamento all’ELIS per l’ospitalità.
Per l’ASAL è un grande risultato essere riusciti a mettere insieme così tante realtà diverse che in diversa maniera si occupano di istruzione e di formazione. Ritengo che questo sia un grande privilegio per ognuno di noi.
Siamo qui per IMMAGINARE MONDI POSSIBILI, per costruire una visione di futuro per i nostri ragazzi. Siamo in tanti e rappresentiamo mondi diversi poiché l’istruzione e la formazione non sono una questione solo della scuola, “la scuola dovrebbe …”, ma di tutta una società, di un’intera comunità. Questo è il motivo per cui siamo qui.
Vorrei da ribadire un concetto di fondo: “LA SCUOLA È UN LUOGO SACRO” ed è un bene comune, si legge nel Nuovo Regolamento per l’amministrazione condivisa dei beni comuni di Roma Capitale.
La stessa COSTITUZIONE tratta la formazione e l’istruzione in maniera trasversale, in diversi articoli, come un qualcosa di sacro,e lo fa per preservare l’accesso al sapere e il diritto alla conoscenza.
“la scuola è aperta a tutti …L’istruzione … è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”, art. 34
“È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli”, art. 3
“L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento … Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione”, art 33
“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica”, art. 9
“Gli inabili e i minorati hanno diritto all’educazione e avviamento professionale”, art. 38
Nella Costituzione viene attribuito un tale rilievo all’istruzione che nella ripartizione della potestà legislativa tra Stato e Regioni, in materia di istruzione si è sentita la necessità di scrivere all’art. 117, “…salva l’AUTONOMIA delle istituzioni scolastiche”, per sancire un’autonomia di gestione e di organizzazione attraverso uno strumento, l’autonomia scolastica, che porta con sé delle possibilità e delle opportunità enormi, unite ad una responsabilità altrettanto importante.
L’autonomia scolastica nasce in seno ad un’idea di autonomia che ha condotto ad una stagione di riforme importanti che ha rivoluzionato il concetto di democrazia, di cittadinanza, di scuola. L’autonomia scolastica è stata introdotta con la legge n.59/’97, art. 21, regolamentata con il DPR n. 275/’99, costituzionalizzata con la LC n.3/’01, art. 117. Nasce da una VISIONE. Per un DS perseguire l’autonomia delle istituzioni scolastiche significa attuare e rendere viva la Costituzione. Non credo esista per un Dirigente dello Stato un compito più elevato.
Tutti noi sappiamo bene che è necessario educare all’autonomia.
Dunque, la scuola è un luogo sacro, l’istruzione è un tema sacro.
Ne derivano 3 concetti chiave, con i quali mi accingo ad introdurre questo convegno:
1) RESPONSABILITÀ
SU CHI RICADE QUESTA RESPONSABILITÀ?
- RESPONSABILITÀ del DS, legata al ruolo. La normativa ha bisogno di una visione pedagogica e una guida capace di interpretarla nel contesto reale, per essere efficace e non rimanere un adempimento formale.
- RESPONSABILITÀ dei docenti, chiamati ad ispirare gli studenti e porli nelle condizioni di apprendimento, a “rimuovere gli ostacoli …”; la scuola comprende anche tutti coloro che ci lavorano, personale ata, educatori ecc.
- RESPONSABILITÀ delle famiglie, alle quali spetta l’educazione dei loro figli, chiamate a sostenerli nel loro percorso scolastico, a motivarli, a collaborare con l’istituzione scolastica.
- RESPONSABILITÀ della politica, nel saper cogliere le istanze che provengono dalle istituzioni scolastiche, dal territorio, dalla società e da tutto il sistema, nel saperle tradurre in una visione condivisa e nel saper elaborare norme adeguate di vero sostegno alla scuola.
- RESPONSABILITÀ dell’università, nel saper suggerire il giusto apporto scientifico al sistema scolastico, con cui interagire in continuità, nel formare i futuri insegnanti e nel saper cogliere le istanze che provengono dal mondo del lavoro.
- RESPONSABILITÀ del mondo del lavoro, nel saper collaborare con l’intero sistema formativo, offrire un orientamento mirato, sentirsi parte di un percorso di scoperta, crescita e formazione che parte fin dai primi anni del percorso scolastico.
- RESPONSABILITÀ del terzo settore, fondazioni, associazioni, cooperative, realtà territoriali, comitati, … che offrono ai ragazzi opportunità di apprendimento, di crescita e acquisizione di conoscenze determinanti per la definizione delle future competenze di ognuno.
- RESPONSABILITÀ degli studenti, i quali devono essere sostenuti, accompagnati, motivati ma che devono assumersi il proprio impegno: fare i propri passi.
- RESPONSABILITÀ di tutti noi che siamo chiamati ad essere dei modelli positivi di riferimento, ognuno in ciò che fa: i ragazzi non ci ascoltano, ma ci imitano.
Bisogna immaginare nuovi mondi possibili. Il Sistema Scuola viene definito un SISTEMA FORMATIVO INTEGRATO, un modello educativo che integra scuola, famiglia, enti locali, terzo settore e tutto il mondo che ruota attorno agli studenti, in un progetto sinergico, in cui convivono possibilità di educazione e di apprendimento formale, non formale e informale.
Se questa responsabilità ricade su tutte queste persone che ricoprono ruoli diversi tra loro, allora bisogna costruire alleanze, poiché la posta in gioco è altissima.
2) ALLEANZE
LA SCUOLA VIVE DI ALLEANZE: il PTOF, un’alleanza della comunità educante sulla proposta educativa; il patto educativo di corresponsabilità, un’alleanza con le famiglie; i patti di comunità, per creare comunità educanti allargate; i patti di collaborazioneper promuovere la scuola come bene comune; gli accordi di rete, le alleanze tra scuole; gli accordi di concessione locali con associazioni sportive e culturali, alleanze tra diverse comunità educanti; le collaborazioni con fondazioni, società, cooperative e gli accordi con le università, per favorire alleanze educative significative; e molti altri. Favorire maggiormente IL PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ piuttosto che applicare sistematicamente il principio di supremazia.
LA SCUOLA È PER SUA NATURA UNA REALTÀ APERTA, UNA REALTÀ ALLEATA, non può essere un luogo chiuso, una bella realtà ma isolata o tutt’al più inserita in qualche patto territoriale. Non basta. Qualcuno parla di scuola come hub culturale, un polo culturale di riferimento, un porto sicuro per famiglie, studenti e molte altre realtà del terzo settore.
3) FIDUCIA
È tempo di cambiare sguardo: non guardiamo sempre al problema, dando ad esso la centralità del nostro agire, guardiamo alla soluzione possibile, facciamo che la soluzione diventi la protagonista del nostro agire, non il problema o peggio la colpa.
È tempo di DARE FIDUCIA all’istruzione in generale ed al sistema che vi gira intorno. Bisogna dare fiducia all’autonomia, alle possibilità che essa comporta ed è tempo di dare fiducia ai ragazzi. Loro non sono il problema, loro sono la risorsa e la soluzione per il nostro futuro.
Bisogna cambiare sguardo.
